MOLIÈRE: 110 formule da antologia

Jean-Baptiste Poquelin, dice Molière, nacque a Parigi il 15 gennaio 1622 e morì a Parigi il 17 febbraio 1673. Drammaturgo e attore francese, è considerato l'anima della Comédie-Française. È ancora oggi l'autore più giocato. Spietato con la pedanteria dei falsi studiosi, le bugie dei medici ignoranti, la pretesa dei ricchi borghesi, Molière vuole liberare la gioventù da costrizioni assurde. Lontano dalla devozione o dall'ascetismo, cercando di "far ridere le persone oneste", adottò il motto " Castigat ridendo costumi (Ride, punisce i costumi) apparendo sui palcoscenici italiani già nel 1620 circa l'obiettivo implicito della commedia.

Alcune formule suggestive tratte dai suoi pezzi:

- Vuoi offendere la grammatica per tutta la vita? - Chi sta parlando di offendere il nonno o la nonna?
- Non importa, Monsieur, disse la graziosa marchesa, non avrete mai il mio cuore... - Non miravo così in alto, Madame.
'Dare' è una parola che non gli piace così tanto che non dice mai: 'ti do' ma 'ti presterò il giorno giusto'.
'L'amicizia richiede un po' più di mistero ed è certamente dissacrare il suo nome a volerlo mettere in qualsiasi occasione.'
A forza di saggezza, si può essere riprovevoli.
Ah! mio figlio ! con quanta facilità si ricorda la tenerezza di un padre, e con quanta rapidità le offese di un figlio svaniscono alla minima parola di pentimento!
Bon Droit ha bisogno di aiuto.
Beviamo, cari amici, beviamo: il tempo che fugge ci invita a farlo; godiamoci la vita il più possibile.
È così che un amante il cui ardore è estremo ama anche le colpe delle persone che ama.
È troppo duro per natura non avere pietà del prossimo.
Quasi ispira in noi il desiderio di peccare, che mostrando tanta cura ci impedisce di farlo.
È strano far ridere le persone oneste.
Coccola le madri per avere figlie.
Coloro che vengono derisi dal comportamento sono sempre i primi a calunniare gli altri.
Consulta la tua ragione; prendi la sua chiarezza come guida.
Contro la maldicenza non c'è baluardo.
Nell'età in cui si è amabili Nulla è così bello come amare.
"Dare" è una parola che non gli piace così tanto che non dice mai: "ti do" ma "ti prendo il giorno giusto".
A volte in poco tempo facciamo molta strada.
Siamo saggi, siamo saggi, nella buona età del non amare?
Ed è una follia per nessun altro secondo Voler essere coinvolti nella correzione del mondo.
E dobbiamo essere amareggiati per una presa in giro?
E l'assenza di ciò che amiamo, per quanto dura, è sempre durata troppo.
E vivere senza amare non è propriamente vivere.
Facciamo gli onori almeno con la mente.
È come quei bei sogni che lasciano al risveglio solo il dispiacere di averli creduti.
Ci sono molti luoghi in cui la piena deducibilità diventerebbe ridicola e difficilmente ammissibile.
È bene pacificare e addolcire sempre le cose.
È generoso schierarsi con gli afflitti.
È così dolce vivere! Si muore una volta sola ed è così a lungo!
Dobbiamo ammettere che l'amore è un grandissimo maestro, ciò che non siamo mai stati, ci insegna ad essere.
Dobbiamo mangiare per vivere e non vivere per mangiare.
Non c'è battuta d'arresto fatale per il vero saggio
Non c'è niente di uguale al tabacco: è la passione delle persone oneste, e chi vive senza tabacco non è degno di essere vissuto.
Nell'amore solo chi si vergogna di se stesso perde.
Non esistono sorde peggiori di quelle che non vogliono sentire.
Non dobbiamo dubitare che farà ciò che può e, se ha i soldi, che può fare ciò che vuole.
Dobbiamo obbedire ai nostri genitori, sorella mia: un padre ha tutto il potere sui nostri desideri.

L'articolo continua, pagina 2

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